Barriere di plexiglass nelle biblioteche e sanificazione degli impianti. 

Sanificazione di tutti gli impianti, 150 barriere parafiato in plexiglass montate nelle biblioteche universitarie che hanno riaperto il 18 maggio. Sono solo alcuni degli interventi condotti da CIMS per consentire all’Università di Bologna di affrontare la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 in piena sicurezza per i docenti, gli studenti e tutto il personale.

La cooperativa intersettoriale di Sassoleone è infatti la ditta esecutrice per conto del Consorzio Innova dei servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria (edili ed impiantistici elettrici, videosorveglianza e speciali, meccanici sia termici sia idrosanitari) dell’85% del patrimonio immobiliare di UniBo, vale a dire di 560 mila metri quadrati sul totale di 660 mila (la restante parte è affidata ad Operosa Impianti, titolare dell’appalto insieme ad Innova). Tale superficie equivale a 123 fabbricati sui 143 totali. Il contratto, della durata di 7 anni (articolati in 3 + 3 + possibilità di rinnovo per un ulteriore anno), per un importo complessivo di poco più di 23 milioni, si suddivide in lavori a canone di manutenzione ordinaria per un importo di 1.050.000 di euro l’anno e di un extra canone per lavori straordinari e ristrutturazioni, per un valore medio di 2.250.000 euro l’anno, che portano il totale annuo a 3.300.000 di euro. Per gli interventi extra canone parliamo di una media di 8-9.000 interventi annui.

Una commessa impegnativa, per la quale CIMS si avvale di 6 persone tra tecnici e amministrativi, più 30 tra manutentori edili, impiantistici elettrici e speciali, meccanici, con reperibilità e pronto intervento sette giorni su sette (quindi festivi compresi) e 24 ore su 24.

Qualche dettaglio sugli interventi

I fabbricati oggetto della commessa CIMS sono in buona parte patrimonio storico, compresi gli edifici di via Zamboni, sottoposti pertanto a vincoli architettonici sotto il controllo della Soprintendenza. La parte ordinaria e programmata degli interventi di manutenzione avviene a ciclo continuo, secondo un calendario concordato che comprende avviamenti e spegnimenti degli impianti meccanici (gruppi frigoriferi e centrali termiche), impianti antincendio (dispositivi, manichette), ed elettrici e speciali, come i sistemi di videosorveglianza ed antintrusione, la verifica dei corpi illuminanti, lampade d’emergenza, gruppi elettrogeni, di pressurizzazione, impianti di spegnimento, cabine media tensione. Un lavoro notevole se si pensa che tra tutti gli edifici si contano 107 centrali termiche, circa 100 gruppi frigorifero per raffrescamento, tra 5 e 6mila split come punti terminali.

L’appalto dell’Università, che CIMS si è aggiudicata nel 2019, rappresenta il 7% nel complesso delle attività della cooperativa, che fattura tra tutte le attività circa 45 milioni l’anno.

«Non è facile settare una macchina così complessa – commenta il direttore generale, Massimiliano Baroncini -. La forza di CIMS sta nell’ottimizzazione e nell’organizzazione delle risorse, vale a dire personale, macchinari e attrezzature. Quello dell’Università è un enorme cantiere mobile, un grande lavoro di logistica. Parliamo di edifici situati in gran parte entro il perimetro dei viali bolognesi, quindi gli spostamenti devono essere fatti con mezzi più piccoli e occorre costruire il progetto di lavoro organizzando l’approvvigionamento di materiali, le fasi di lavoro che tengano conto delle esigenze e dei tempi di chi utilizza gli spazi, oltre che le richieste specifiche. Si tratta, in definitiva, di studiare soluzioni ad hoc: progetti illuminotecnici per ogni stanza, situazioni gestite con una sensibilità molto elevata, il rispetto dei vincoli sia architettonici sia legati ai materiali da utilizzare. L’Università – conclude Baroncini – è un cliente molto attento e competente, che richiede soluzioni progettuali e costruttive accurate, integrate all’esistente, che garantiscano la massima sicurezza, fruizione ed abitabilità degli spazi».

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