Un’azienda solida si costruisce partendo dalle persone. È questa la filosofia che guida Cims e che è stata recentemente raccontata anche da Quo.d News, in un articolo che ha messo in luce il valore del benessere organizzativo come motore di crescita e innovazione.

Alla base c’è una convinzione semplice ma potente: se i lavoratori stanno bene, anche l’azienda prospera. Non è solo una questione di etica, ma un investimento concreto in termini di produttività, creatività, qualità del lavoro e coesione interna.

Negli ultimi anni, Cims ha messo in campo azioni mirate per creare un ambiente di lavoro più sano, inclusivo e stimolante. Dalla valorizzazione delle competenze individuali alla promozione del dialogo tra reparti, dal miglioramento degli spazi comuni alla maggiore flessibilità organizzativa, tutto è pensato per mettere al centro la persona.

Con quello che si può chiamare un moderno esempio di leadership generativa, che supera l’efficacia produttiva per prendersi cura delle persone, delle relazioni e della qualità del clima aziendale, il consiglio di amministrazione di Cims ha recentemente istituito un “comitato welfare” allo scopo di migliorare l’offerta di welfare aziendale già in campo e la sua comunicazione ai differenti rami aziendali.

Questa visione ha già prodotto risultati tangibili: cresce la motivazione, migliora il clima interno e si rafforza il senso di appartenenza. Si genera, in altre parole, un circolo virtuoso che porta benefici a tutti: dipendenti, clienti e comunità.

Sono quattro le persone incaricate dal consiglio di amministrazione di lavorare al “nuovo” welfare aziendale. Si tratta di Micaela Pifferi, Antonella Mammone, Marco Gini e Jonathan Acciuffi; con 38 anni la prima, 35 la seconda, 31 il terzo e 26 l’ultimo, hanno tutti un’età inferiore alla media aziendale (44 anni). E questo «per una precisa scelta», precisa il direttore generale Massimilano Baroncini. Interrogando direttamente tutto il personale attraverso un questionario, il Comitato ha il compito di raccogliere la percezione del welfare presente e i desiderata futuri.

Il caso Cims viene quindi raccontato come un esempio concreto di come la cooperazione possa evolvere, mantenendo saldi i propri valori e adattandoli alle sfide del presente. In un contesto in cui il lavoro cambia, le organizzazioni che sanno ascoltare e prendersi cura delle proprie persone fanno la differenza.

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